Confronto tra conti correnti online [Fineco vs IWBank]

21 06 2009

Per condividere col mondo la mia ultima ricerca di mercato e dare un aiuto a chi come me ha deciso di cambiare banca per passare a una completamente online e a zero spese, eccovi il confronto tra le condizioni dei due migliori conti online del momento: ZeroCanone di Fineco e ContoIW di IWBank:

Conto: IWBank “ContoIW” Fineco “ZeroCanone”
1) Condizioni di base
Canone mensile: Nessuno €5,95(gratis con accredito stipendio)
Tasso creditore lordo: 0,00% 0,25%(1% oltre i 2.000€ di giacenza)
Tasso debitore effettivo: 6,01% (BCE + 4,50%) 8,46% (BCE + 6,95%)
Commissione max scoperto: 0,00% 0,00%
Cadenza interessi: trimestrale semestrale
Bolli annui: 34,20 34,20
2) Conto di deposito
Tasso creditore lordo: 1,00% 1,10%
Cadenza interessi creditori: mensile finale
Importo minimo: - 1.000,00
Durata minima: a vista 1 mese
3) Operazioni
Versamento sportello: 2,50 12 all’anno gratis(poi €2,95 cad.)
Prelievo sportello: 2,50 2,95
Versamento uffici postali: 2,00 Non previsto
Prelievo uffici postali: 3,00 Non previsto
Versamento bancomat evoluti: Non previsto Gratuito
Bonifici SEPA: Gratuito Gratuito
Commissioni RID/Telepass: Gratuito Gratuito
Pagamento bollettini postali: 1,50 1,55
4) Carta Bancomat
Canone annuale: Gratuita Gratuita
Riemissione carta: 10,00 4,95
Prelievi ATM Italia: Gratuiti Gratuiti
Prelievi ATM SEPA: Gratuiti Non previsto
Prelievo Postamat: 3,00 2,90
5) Carta Credito
Canone annuale: Gratuita Gratuita
Riemissione carta: 10,00 4,95
Imposta di bollo oltre €77,47: Non prevista Non prevista
Commissioni carburanti: Non previste Non previste
Prelievi ATM SEPA: 2,75 2,90
TAN rateale revolving: 12,00% 13,90%
TAEG rateale revolving: 12,68% 14,82%
Vincoli: 2.500€ di giacenzaValutazione Experian Nessuno
6) Carta ricaricabile
Canone annuale: Gratuita 5,95
Prelievi ATM: 1,90 1,95
Riemissione carta: 5,00 Gratuita
Commissioni ricarica: 0,75 Gratuita
Commissioni scarico: 2,00 1,95
7) Assegni
Emissione carnet: Gratuito 0,95
Vincoli: 6 mesi di accredito dello stipendio ?
8 ) Valute (giorni)
Prelievo contanti sportello: -4(l’operazione va prenotata

con 4 giorni d’anticipo)

0
Versamento contanti sport.: 2 0
Versamento contanti poste: 4 / 4 Non previsto
Versamento assegni bancari: 4 / 12 2 / 6
Versamento assegni circolari: 4 / 4 2 / 6
Prelievo ATM: 0 0
Bonifico in uscita: 2 2
Bonifico in ingresso: 1 1
9) Altro
Notifiche SMS: 10 gratis, poi 0,20€ 0,25
Smarrimento Token: 25,00 Non previsto
Spese postali invio carte: Gratuite 1,90

Ed infine qualche considerazione personale sui due conti:

IWBank

Pro: Ha un sito molto ben realizzato. L’interattività del supporto clienti è eccellente (chat, email, telefono). L’uso del token per accedere al sito garantisce un ottimo standard di sicurezza. Permette di avere le notifiche per le operazioni anche via email, in maniera del quindi del tutto gratuita. Permette di utilizzare gli uffici postali per effettuare operazioni.

Contro: Il rilascio di una carta di credito è un’odissea, sono molto restii a concederla, anche se si ha una discreta giacenza e l’accredito dello stipendio. In caso di problemi (sempre che non si abiti a Milano) è impossibile avere un rapporto diretto con qualcuno.

Fineco

Pro: Permette di effettuare operazioni di versamento agli sportelli automatici H24. Il rilascio della carta di credito è praticamente contestuale all’apertura del conto. Per le operazioni allo sportello ci si può appoggiare alle filiali Unicredit, molto diffuse sul territorio. Ci sono varie filiali Fineco con cui avere un rapporto diretto in caso di problemi.

Contro: L’accesso al sito web avviene con userid e password, sistema molto poco sicuro rispetto ad un token.

Io alla fine ho scelto Fineco, e devo dire che fin ora mi ci sto trovando molto bene, il sito è ben organizzato, mi hanno subito dato una carta di credito multifunzione con 1600€ di plafond e le spedizioni di contratti, carte e pin sono state effettuate tutte in tempi brevi.

Se volete provare Fineco, avendo il conto gratis per 6 mesi anche senza accredito di stipendio, usate il mio codice promozionale in fase d’apertura: AA2253578 . Favorirete me con dei piccoli bonus, e voi avrete modo di provare il conto senza impegno!





Il firewall di Windows XP

11 03 2008

Windows XP Firewall

Via: HappyBlog





Pensieri notturni di metà Marzo

11 03 2008

Ci provo, non è mai stato facile per me parlare dei miei pensieri e miei sentimenti, e chi mi conosce almeno un po’ questo lo sa bene.

Ma stanotte, sarà per questo cielo piovoso, sarà per l’atmosfera cupa e solitaria che si respira per strada, o soltanto per il mio stato d’animo generale di questi giorni, ho voglia di scrivere qui quello che sento, dovesse anche servire solo ad essere riletto da me stesso in futuro per riflettere e capire meglio i miei stati d’animo.

UN FALLIMENTO: questo è quello che penso di me guardandomi oggi, voltandomi indietro per riguardare gli anni tra la fine del periodo scolastico (che secondo me segna l’ingresso nella vita reale) ed oggi.

Un fallimento che inizia proprio dalla prosecuzione degli studi, da quel periodo post-scolastico dell’università. Ricordo come se fosse oggi lo smarrimento di quei giorni, in cui, lontano ormai dall’ambiente scolastico, muovevo i primi passi nel percorso universitario. Un percorso quasi obbligato per me, che fino a quel momento mi ritenevo ed ero ritenuto un ragazzo intelligente, sveglio, che con una certa facilità riusciva ad affrontare i problemi della vita scolastica, apprendere nuove conoscenze e a stabilire dei legami relazionali. E, invece, l’impatto con l’università è stato tragico: essere messo davanti alle proprie responsabilità, doversi gestire la propria vita da solo, poter avere dei risultati solo grazie alle proprie forze e crearsi nuovi rapporti sociali ripartendo da zero era una cosa a cui non ero preparato. La mia reazione a questo nuovo scenario fu pessima: giornate intere passate a dormire, seguite da nottate interminabili perse a far cazzate e a perdere tempo per strada con gli amici di quegli anni. Un andazzo devastante, senza alcuna prospettiva futura e senza nemmeno la voglia di uscirne. L’unica cosa che mi dava soddisfazione in quel periodo era il club di appassionati di tuning che ero riuscito a creare: era la prima volta in tutto il Sud Italia che si faceva una cosa simile, e tutte le persone che ero riuscito ad aggregare erano diventate la mia famiglia, con cui abbiamo condiviso dei momenti bellissimi.

Nel frattempo arrivò il primo amore, la mia prima storia: un’esperienza indimenticabile, che mi ha dato la forza di continuare, di abbandonare quella vita insulsa e di guardare avanti con un nuovo slancio. Ma a un certo punto, anche questa bella esperienza si tramutò in un incubo: un tradimento e la conseguente perdita di quelli che consideravo i miei migliori Amici, a cui tenevo come fratelli e con cui avevamo condiviso molto. Feci un errore: quella storia continuò in maniera tormentata, ma era già destinata a morire in seguito a quell’episodio. E così fu poco tempo dopo. L’amore non c’era più, gli amici più stretti nemmeno: un altro grande fallimento.

Mi rimaneva il club, ma di lì a poco sarebbe finito anche quello. Il più stretto degli amici che avevo trovato nel club, con cui avevo stabilito un legame fortissimo, l’unico che mi era rimasto in quel momento, approfittando della mia debolezza per la fine della storia d’amore, pensò bene di iniziare a mettermi in cattiva luce con tutti per farmi andare via e prendere lui le redini del club. E qui c’è stato l’ennesimo mio fallimento: invece di difendere quello che era il mio orgoglio, la mia creatura, mandandolo via a calci nel culo, gli ho lasciato fare, lasciando tutto nelle sue mani. Almeno su questo punto, però, ho avuto la piccola soddisfazione che successivamente sia stato lui a rimanere da solo.

Nel frattempo avevo trovato un lavoro, il mio attuale lavoro. Almeno quello qualche soddisfazione me l’ha data, ho avuto delle responsabilità che sono riuscito a sostenere e ho portato avanti e con passione progetti interessanti, ricevendone gratificazione. Ma ad un certo punto (circa un anno fa), stufo dell’oppressione di un capo insopportabile e di rapporti lavorativi che non mi davano serenità, presi una decisione: cambiare azienda. Ci riuscii nel giro di un mese, facendo valere le mie competenze ed esaltando la mia figura professionale. Andai a lavorare in un’azienda concorrente, dove mi si offriva l’opportunità di creare e portare avanti personalmente un nuovo settore: un’opportunità unica e stimolante nelle parole, un incubo nei fatti. Mi ritrovai solo, con un carico di responsabilità enorme, e l’unico pensiero era: non ne sono in grado, non ce la farò mai, mi manderanno a quel paese. Erano tornati i pensieri dei tempi dell’università, con la differenza che lì saltavo una lezione e non succedeva niente, qui saltavo una giornata e mi ritrovavo a casa senza più un lavoro. L’ennesimo fallimento: l’incapacità di affrontare con fermezza le proprie responsabilità.

Arriviamo a Giugno dello scorso anno. Finalmente completo un progetto che portavo avanti da anni: la ricostruzione completa di una Vespa, costatami anni di fatica e spese. Era la realizzazione di un sogno: poter scorrazzare d’estate per la città con una Vespa tutta mia, unica e diversa da ogni altra Vespa che si potesse incontrare per strada! Vado a farmi un giro di prova, tiro come un dannato, e alla prima curva vado a terra facendo sbattere la Vespa contro un marciapiedi. L’ennesimo fallimento: anni di lavoro e tempo speso buttati in un cesso!

Luglio 2007: la Vespa giace distrutta in garage e nel frattempo mi prende una passione irrefrenabile per la moto. Inizio a sognare viaggi e chilometri in sella ad un Monster, una Ducati, una moto italiana, passione che mi unisce ad altri amici. Ho deciso, voglio farlo! Racimolo un po’ di soldi, trovo l’occasione giusta, e ad Agosto me la porto a casa. All’insaputa di mia mamma, in una settimana mi compro tuta, casco, stivali, borse, mi metto in sella e me ne parto per un viaggio in Sicilia con i miei due inseparabili amici motoristici. L’impresa mi riesce bene, ci facciamo insieme 1700km bellissimi, senza un problema, in cui mi sono sentito vivo e parte di quel fantastico mondo che sono i motociclisti. Ma, anche stavolta, la felicità è durata poco: 3 settimane dopo, il 7 settembre, faccio un brutto incidente in cui mi fratturo femore, tibia e perone. Oggi, a 6 mesi dall’incidente, non posso ancora camminare. Un altro fallimento clamoroso.

E stasera, rientrando a casa e guardando quell’asfalto bagnato dalla pioggia, pensavo come ad ogni curva, ad ogni incrocio, se fossi stato in sella ad una moto, non sarei mai stato in grado di frenare con decisione, di affrontare una situazione improvvisa di pericolo, immaginandomi la scena di un mio incidente ad ognuna di quelle curve, ad ognuno di quegli incroci.

In pratica, sono giunto alla conclusione che ogni tentativo di sentirmi vivo, felice, soddisfatto, impegnato e realizzato in qualcosa va sistematicamente a puttane. Vorrei andare via da questa città che non sopporto più, ricominciare tutto daccapo, ma ho la paura fottuta che anche un tentativo del genere porterebbe solo all’ennesimo fallimento. A volte penso che forse la cosa migliore da fare sia quella di stare chiuso tra una casa e un ufficio, davanti ad un computer, senza velleità, senza nessuno stimolo vitale… forse è l’unico modo di non raccogliere ancora fallimenti.

Però pensandoci bene, che cazzo di vita sarebbe?





Teoria del moto

8 03 2008

Oggi in chat Dario mi ha illustrato una rivoluzionaria teoria sul moto dei corpi, elaborata empiricamente alla guida della sua macchina:

Io l’ho sempre detto: la mia Prisma non accelera, ma diminuisce la sua massa e aumenta la velocità.

Lancia Prisma

Ecco la dimostrazione:

Un punto materiale di massa m che si sposta con velocità vettoriale v ha una quantità di moto p pari al prodotto della sua massa per la sua velocità. Cioè:

\vec p = m \vec v

 E’ evidente che, essendo p costante, alla diminuzione di m, v aumenta… semplice no? :D





Il DB-Killer volante!

8 03 2008

Mi è giunta notizia di un nuovo campionato motociclistico: il “DB-Killer Launch Championship”. Ecco un filmato dei primi test in pista:

Via: Motoblog.it





Suzuki GSX-R 1000 K8

8 03 2008

Ecco l’ultima evoluzione della Suzuki GSX-R 1000 creata per tentare di contrastare lo strapotere delle moto italiane nelle competizioni:

Suzuki GSX-R 1000 a pedali

Guardandola bene potrete notare l’affilatissimo cupolino che non offre resistenza aerodinamica, la splendida linea di scarico Yoshimura e gli steli Marzocchi da 3 all’anteriore! Riuscirà a sconfiggere le Ducati?

Via: Moppedblog.de





Incontro ravvicinato con una 8C Competizione

8 03 2008

E’ da un po’ di tempo che il blog è rimasto in silenzio, ma questa che vi sto per raccontare è stata l’occasione giusta per riprendere l’attività… e che occasione!

Già, perché parliamo della presentazione di un capolavoro di ingegneria quale è l’Alfa Romeo 8C Competizione.

L’appuntamento è alle 19.30 circa all’Alfa Romeo Center di Corso Meridionale. Silvio mi passa a prendere con la sua 156 e ci dirigiamo verso il luogo magico. Arriviamo verso le 19.45 (maledetto traffico!) e troviamo parcheggio proprio di fronte all’ingresso della concessionaria, proprio davanti alla vetrina dietro cui si può ammirare la belva… e già l’emozione inizia a montare!

Aspettiamo 5 minuti all’esterno che ci raggiungessero Daniele e Marco e nel frattempo iniziamo a scrutare la creatura e a fare commenti con la stessa emozione di due bambini di 5 anni davanti al giocattolo che rappresenta il massimo del divertimento e della soddisfazioni immaginabili.

Arrivano gli altri due fratelli Alfisti e finalmente entriamo. Lei è lì, imponente, muscolosa, aggressiva e sensuale allo stesso tempo, nel suo abito nero abbinato a delle raffinatissime scarpine da 20″ gommate Pirelli P0. Dopo un attimo di smarrimento, iniziamo a girarle attorno, e scopriamo tutte le sue sensualissime curve e i dettagli più tecnici, come il mastodontico impianto frenante o le quattro linee di scarico. Arrivati al posteriore, siamo rimasti sconvolti dalla larghezza della carreggiata, enfatizzata anche dagli enormi pneumatici… faceva veramente impressione (le foto non le rendono giustizia, credetemi!).

Mentre stiamo completando il giro, uno degli addetti vendita apre il vano motore… e noi ovviamente ci fiondiamo a guardare: una cosa da infarto! 8 cilindri a V, montati dietro all’assale anteriore, alimentati da un immenso airbox (in plastica però… potevano farlo in carbonio!!!), il tutto coperto da un cofano interamente in carbonio. Si, perché la 8C ha TUTTA la scocca in carbonio… peso ridotto e rigidità garantita!

A svegliarci dai sogni che stiamo facendo guardando quel V8, arriva un istruttore della scuola guida Alfa Romeo di De Adamich, l’unico autorizzato a guidare questa 8C, che tra l’altro è già stata acquistata da un fortunato Alfista. Colpito dal nostro abbigliamento Alfa-addicted (ovviamente io e Daniele eravamo con le felpe Alfa…) capisce al volo la nostra passione e ci fa i complimenti.

Ci mettiamo a parlare un po’ delle soluzioni tecniche adottate: motore centrale, schema transaxle, 52% del peso al retroreno, quadrilateri anteriori e posteriori, un mix che, ci assicura lui, offre una guidabilità sincera ed equilibrata, molto prevedibile. Anzi, troppo prevedibile, tanto che ci confessa che è pericolosa perché ti porta ad esagerare, sapendo già come reagirà (e ce lo dice con un sottile ghigno sul volto, tipico di chi ci si è divertito per bene al volante…. BASTARDO! :D).

Alla richiesta di Daniele di sentirla in moto l’istruttore dice “non so se…” e nel frattempo, neanche il tempo di finire la frase, arriva il titolare della concessionaria con le chiavi in mano dicendo “certo che si!”. Pulsazioni a 180bpm in aumento, contatto, parte la pompa iniezione, il motorino gira, gira, gira e poi un RUGGITO! Dio mio che sound, gli 8 cilindri italiani sono davvero cattivissimi! L’istruttore ci chiede “beh, allora com’è il sound?” ed io prontamente rispondo: “un canto divino!”

Chiuso il cofano veniamo invitati a sederci dentro, e ovviamente non ce lo facciamo ripetere due volte! Ci entrano Daniele, Silvio e poi arriva il turno mio… entro non con qualche difficoltà (stampelle e fissatore mi danno ancora impiccio) e mi giro entrando nel sedile. Mi ci incastro perfettamente dentro… il sedile è di quelli VERAMENTE avvolgenti, la posizione di guida è distesa e ovviamente sportivissima, la plancia lavorata da un monoblocco di alluminio e le finiture di carbonio verniciato lucido sono stupende, soprattutto per i paddle del cambio elettroattuato! Finito di scrutare tutti questi particolari, metto la gamba sinistra sulla pedana poggiapiede, la gamba destra sull’acceleratore e impugno lo sterzo. Avete presente quei film in cui il protagonista ha un flash e si ritrova in un universo parallelo? Bene, mi è capitata la stessa cosa: ho iniziato a sognare quel V8 che urla in una uscita di curva a gomme fumanti di traverso su un circuito e altri cattivi pensieri simili…

Tra qualche stuzzichino al buffet e qualche foto, arriva l’ora di chiusura della concessionaria e a malincuore dobbiamo andarcene. Salutiamo l’istruttore, il quale ci saluta dicendo “passione e onore!”, prontamente ricambiato da un “sempre!” e ci soffermiamo all’esterno per salutarci. Nel frattempo dentro riaccendono la belva per parcheggiarla nel retro della concessionaria, e noi restiamo lì a guardarci la manovra, con un’ansia crescente quando la 8C passa radente ai muri di accesso al retro, evidentemente fatti sulla misura di carreggiate più umane. Passata senza danni tra quei muri, la vediamo sparire dietro un angolo… e così finisce il nostro incontro con questo gioiello.

Grazie Dani per averci messo al corrente di questo evento e grazie Alfa per le emozioni che sai regalarci!

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